Mille occasioni di festa feat. Beyoncé

Mille occasioni di festa feat. Beyoncé

lunedì 9 maggio 2011

Occasione di festa numero 87.

Giovedì 17 marzo 2011 l'Italia ha festeggiato il centocinquantesimo anniversario della sua unificazione. Torino, la mia città, fino a novembre sarà il cuore delle celebrazioni, in quanto prima capitale nella storia della nostra nazione. E' stata una giornata molto bella, in cui il senso di partecipazione e di condivisione ha avuto la meglio sullo scetticismo, lo snobismo, la giusta indignazione per le vergogne recenti della nostra classe dirigente.
E' molto più facile dividere che unire, e la grande partecipazione popolare di quel giorno dovrebbe portarci a riflettere. Per un giorno si è scelto di ricordare chi siamo e da dove veniamo. Se non sai fare questo, non vai da nessuna parte. E questo vale per una miriade di altri contesti.
Le foto che seguono sono state scattate proprio quel giorno dal mio amato ingegnere.
Questa occasionedifesta, noi, l'abbiamo vista così.
Buona visione e, come sempre, mi raccomando i credits.

via Roma, verso piazza Castello

via Roma, verso Porta Nuova

dove non te l'aspetti

festa o non festa, i vetri son da lavare

serpente, cane, gatto, tartaruga?

all white

i delfini volano!

piove, gov... ehaget nyrtgbf

ciao

qui non si bada a spese

IL 12 GIUGNO C'E' IL REFERENDUM, DON'T FORGET!

lui parla... c'è qualcuno che l'ascolta?

le chauffeur triste

pullulare di teste in via Garibaldi

non guardatela negli occhi eh!

... e fanno 13!

celebration

un soldino per i tuoi pensieri

tutti a bordo... e non rompete i ********

piazza Castello

piazza Castello verso la Gran Madre

teste, teste ovunque

via Lagrange

poco pubblico, ma buono

venerdì 6 maggio 2011

Occasione di festa numero 86.

Domenica ho comprato una petunia. Ha i fiori bianchi, macchiati di un colore che va dal porpora al viola. La signora col cappellino mi ha spiegato che va innaffiata tutti i giorni e che può stare indifferentemente al sole, all'ombra, a mezz'ombra. Dove la metti sta, la petunia. 
Allora posso accoglierla senza problemi nella mia allegra famigliola di piante e piantine. 
Già, ma le altre? Come stanno?


Aggiornamento situazione fiori Casetta:

1. Ornitogallo. La prima buona notizia è che ho imparato il nome. Comunque sta bene, continua a fiorire. Uno dei fusti è un po' sterile, fiorisce male e le foglie tendono a ingiallire. Vedo cosa succede ed eventualmente poto. Parassiti, per ora, zero.
2. Campanula. E' il mio senior member e tiene botta alla grande. Le foglie proliferano ed è in piena fioritura. Necessita rinvaso perché quel vasino è veramente troppo piccolo per lei. Resiste ai parassiti meglio di tutte. Le voglio molto bene.
3. Dalia fucsia. Sta bene. L'anno scorso una sua cugina di diciottesimo grado ha fatto una fine orribile perché l'esposizione del balcone in via Lessona non era adatta. Lei invece ha già esibito tre fiori, la cui bellezza sta andando in crescendo. Occhio ai parassiti che sono ghiotti dei germoglietti cicciuti.
4. Dalia rossa. E' la penultima arrivata ma se la tira un po' perché fa fiori enormi e di un colore accesissimo. L'ho messa accanto alla cugina ma non so se si piacciono. Temo vadano allontanate, troppo vanitose. Lei ha ben cinque fiori in esposizione. La zoccola.
5. Violette. Il travaso è stato un toccasana. Continuano a proliferare e a fiorire, in futuro forse andranno arginate. Sono state attaccate dai pidocchi verdi ma per ora la situazione è sotto controllo. Aggiungere un po' di terriccio.
6. Cosmos rosa. Il mio primo esperimento di semina procede ottimamente. Per ora non sono visibili germogli, ma pare che spunteranno in estate. Nel frattempo le foglioline stanno benissimo e continuano a moltiplicarsi, e i fusti si allungano. Tenere il terriccio sempre umido. Prossimo esperimento di semina: girasole. Stay tuned.
7. Lantana. Il mio orgoglio. Pareva morta, quest'inverno, invece scorreva ancora linfa sotto il telo di plastica bucherellato. I timidi germogli di un mese fa stanno diventando foglie e fusti rigogliosi, e in capo a qualcuno di essi si stanno già formando i futuri fiori. Pronostico una fioritura in massa attorno a luglio, forse anche prima. Per ora nessuna traccia di ragnetti, che l'anno scorso banchettavano allegramente sulle foglie. Anche alla lantana voglio molto bene. 

Dolenti note:

8. Orchidea (regalo della zia). Generalmente ho un brutto rapporto con le orchidee. Qui la situazione è drammatica. Ha smesso di fiorire parecchi mesi fa e le foglie sono cadute a una a una, ingiallendo prima dagli apici e poi per tutta la lunghezza. Sicuramente ha patito l'esposizione in casa, con poca luce e ancor meno umidità. Sto tentando di salvarla posizionandola sul balcone, per ora resiste. 
9. Cactus. Morto. Stecchito. Era la pianta più vecchia che avevamo, anzi in realtà che aveva Giordano, solo che l'ingegnere si è dimenticato presto della sua esistenza. L'hanno uccisa l'incuria del padrone e una mia sbadataggine: cadde in terra, perse un sacco di terriccio. Però aveva resistito. Finora. 
Che la vergogna ricada su di noi.
Quanto a lei, speriamo sia nel paradiso dei cactus. Se lo merita.


mercoledì 4 maggio 2011

Occasione di festa numero 85.

Music saves. Episodio 2: Dall'infanzia all'adolescenza.

ovvero: materiale per ricattarmi se non mi volete bene o ogniqualvolta non siate d'accordo con le mie recensioni a ca**o


E' il 1991. Ho dodici anni, vado alle scuole medie e ancora non ho deciso cosa combinerò dopo. La testa è ancora piena di cazzate musicali: Lorenzo, Eros, la spaghetti dance dei primissimi anni Novanta. Poi la svolta: il papys (sempre lui) mi regala la cassettina di Innuendo dei Queen per il mio compleanno. 
L'ultimo vero disco dei Queen. Tanta roba. The show must go on, I'm going slightly mad, These are the days of our lives. Innuendo, appunto. I Queen si erano un po' persi nella seconda metà degli anni Ottanta, ma questo album ha il fascino delle cose buone che stanno per finire: Freddy morirà pochi mesi dopo, R.I.P., e non ha mai cantato così bene. Il risultato fu paragonabile alla comparsa di un terzo occhio sulla mia fronte, e, complice un collega del papys che riuscì a mettermi su cassetta l'intera discografia (!), i Queen divennero ufficialmente la prima vera ossessione musicale della mia vita. 
Non ascoltavo altro, sapevo tutti i testi a memoria, adoravo i loro video, il kitsch irresistibile delle loro mises. Tanta era l'ossessione che lo sapevano tutti, a casa come a scuola. Mi assecondavano intimoriti. Infilavo la cassettina in ogni stereo che mi capitava a tiro, riuscivo a convincere amici, genitori, professori. Pur non sapendo l'inglese, prendevo il dizionario e traducevo: dovevo capire, sapere tutto di loro.
La devozione subì un duro colpo alla morte di Freddy, e piansi amare lacrime durante tutto il concerto di tributo al Wembley Stadium. Non era retorica: era amore.
Però qualcosa si guastò, e l'idea di non poter più sentire altri album dei Queen negli anni a venire mi portò a volgere lo sguardo altrove.
Ci fu dunque un'altra, breve ma intensa, ossessione l'anno successivo, sempre per colpa del papys che aveva capito che, a regalarmi musica, faceva sempre un buon affare. Stavolta fu il Greatest Hits dei Tears for Fears, due ragazzotti inglesi un po' rachitici e nerd che però facevano grandi canzoni. Il poco glamour li ha penalizzati, nella storia della musica, ma la stoffa c'era eccome. Pop culture di altissimo livello. Shout, Woman in Chains, Sowing the Seeds of Love, Mad World, Head over Heels. Wow.
Spesso ricevevo musica in regalo: cassettine, soprattutto. E non solo dal papys. Achtung Baby, degli U2. Songs of Faith and Devotion, dei Depeche Mode. Symbol, di Prince. Out of time, degli R.E.M. (un gruppo che avrebbe significato molto di più per me, molti anni dopo): non posseduto ma ascoltato con interesse in casa di non so chi.
Non è facile da spiegare, ma per me la musicassetta è uno dei totem della felicità, il simbolo di un tempo ingenuo e pieno di promesse e interrogativi. Mi pareva che ciascuno di quegli involucri contenesse un elisir miracoloso, che si sprigionava dal mangianastri e diffondeva felicità tutt'intorno. Le accumulavo con la foga e l'amore del collezionista, e sono arrivata ad averne più di un centinaio, oggi gelosamente custodite in cantina nell'attesa di potermi permettere quei fantastici stereo vintage che hanno anche il giradischi, e la porta usb. 
Oltre agli album fantastici che mi venivano regalati, poi, c'erano le cassettine home-made, quelle in cui prendevo il mio mangianastri rosa con radio FM incorporata e andavo cercando sulle varie stazioni le canzoni che mi piacevano per poi registrarle. Le ho ancora eh! Chicche vintage dei primi anni Novanta. Ci sono affezionatissima, sono un po' la mia personale Recherche du temps perdu.
Insomma: la curiosità cresceva, i gusti musicali si diversificavano, si raffinavano. Roba italiana praticamente non ne sentivo. Continuavo a fruire della musica in modo passivo, ascoltavo ciò che mi regalavano o ciò che passava alla radio, non ero ancora così smaliziata da scegliere la mia musica. Certo, ogni tanto qualche scivolone c'era, il trash era nel mio DNA musicale e periodicamente doveva essere accontentato. Sì, lo so che volete qualche esempio. Vi ho fatto leggere fin qua apposta. Stavolta di materiale per ricattarmi non ve ne ho offerto molto ma adesso vedrete come recupero. Ok. Sparo. 
Vanilla Ice: Ice ice baby. Umberto Tozzi: Gli altri siamo noi. 
Crystal Waters: Gypsy woman. London Beat: I've been thinking about you.
 Dr Alban: It's my life (fantastica!!!). Double You: Please don't go.
Luca Carboni: Mare mare. 
Ma vorrei chiudere in bellezza. E allora. 883: Hanno ucciso l'uomo ragno. Elio e Le Storie Tese: Pipppero. 
E soprattutto Snap: Rhythm is a dancer. 
Mi raccomando utilizzate questo materiale imbarazzante solo quando faccio le mie recensioni a ca**o molto indie-snob, se no non è divertente.
Tornando a noi.  Tra i Queen, gli U2, i Depeche Mode e tamarrate di ogni sorta, arrivò l'estate del 1992 ("l'anno dell'Europa unita e delle mie, delle tue vacanze... Dove andiamo? Ostia, Fregene, Rimini, Riccione". Lorenzo: se non ti cito almeno una volta nel Music Saves mi sembra sempre di aver tralasciato qualcosa). 
E accadde l'impensabile. 
Su un canale televisivo locale, Videogruppo, dopo pranzo, e per circa sei ore, iniziarono a passare i programmi di un'emittente americana di sola musica: MTV. Music TeleVision.
Nulla sarebbe più stato come prima, ma questa è un'altra storia.