Mille occasioni di festa feat. Beyoncé

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venerdì 16 marzo 2012

#151. quando il pop si fa sublime: Arcade Fire.



Formatisi nel 2003 a Montréal, in Canada, gli Arcade Fire rappresentano il miglior compromesso tra attitudine indie e successo planetario. 
Pur avendo rilasciato solo tre album, fin dall'esordio nel 2004, con l'opera Funeral, raccolgono l'approvazione unanime della critica musicale, sbalordita dalla complessità dei temi e dalla maturità musicale della giovane band. Una band, peraltro, da intendersi nel senso pieno del termine: ben sette componenti, Win Butler, Régine Chassagne, Will Butler, Richard Reed Parry, Tim Kingsbury, Jeremy Gara e Sarah Neufeld, che salgono però a dieci durante i tour, e un range strumentale amplissimo, che annovera chitarre, batteria, basso, pianoforte, violino, viola, violoncello contrabbasso, xilofono, glockenspiel, tastiera, corno francese, fisarmonica, arpa, mandolino, organo e ghironda, spesso suonati alternativamente dai vari componenti. 

L'album d'esordio contiene in sé già tutte le caratteristiche distintive della musica degli Arcade Fire: la capacità di creare veri e propri inni, di forte impatto melodico ed emotivo, naturalmente destinati alla condivisione live; la complessità degli arrangiamenti, piuttosto inusuale per una band indipendente, che contemplano l'utilizzo non soltanto della strumentazione sopra citata, ma anche di una vera e propria orchestra; l'attitudine rock, oscillante tra una furia adrenalinica tipicamente post-punk e un retrogusto che va dal pop all'Eighties revival; le complesse dinamiche vocali, in cui alla cupa emotività della voce di Win Butler fa da contraltare l'eterea trasparenza di quella di Régine Chassagne, e, sullo sfondo, cori e battitimani di reminiscenza bandistica.
Questo album permette agli Arcade Fire di distinguersi fin da subito nel mare magnum dell'indie rock, e la band raccoglie consensi anche fra colleghi ben più illustri, primo fra tutti David Bowie, ma anche Bruce Springsteen, gli U2, Peter Gabriel, Chris Martin dei Coldplay. L'album, comparso ai primi posti in molte liste dei migliori album degli anni Duemila stilate dai maggiori siti e riviste musicali del mondo, viene inoltre nominato ai Grammy's come Best Alternative Rock Album, ai Brit Awards e ai canadesi Juno Awards, dove il gruppo ritirerà il premio come Songwriters of the Year.
L'attesissimo successore, intitolato Neon Bible, vede la luce nel 2007, e non delude le aspettative: raccoglie non solo la quasi unanimità degli elogi, ma incontra un riscontro di vendite di gran lunga superiore al predecessore. L'album spicca per compattezza e vede la band focalizzare ancor di più il proprio sound su coordinate epiche, prese tra slanci chitarristici ed echi morriconiani.

La consacrazione definitiva, tuttavia, arriva nel 2010, con l'opera The Suburbs. L'album non incontra, come i precedenti, l'approvazione plebiscitaria di fans e critica, ma il motivo è semplice: The Suburbs possiede un'attitudine più smaccatamente pop e mainstream, anche se non banalizza il precedente percorso musicale della band, portandolo altresì a un pubblico più ampio. Pubblico che infatti risponde con entusiasmo facendo arrivare l'album ai primi posti delle classifiche di vendita in USA, Regno Unito e Canada. Non solo: l'album si aggiudica il prestigioso Grammy come Album of the Year, sbaragliando la concorrenza di artisti ben più popolari quali Eminem e Katy Perry, ben due Brit Awards come Best International Album e Best International Group e svariati Juno Awards.
The Suburbs ripropone, con qualche lungaggine, lo stile inconfondibile degli Arcade Fire, ma le tematiche affrontate sono molto più sfumate e meno "manichee" di quelle dei predecessori, mentre traspare una leggerezza, quasi una solarità della band, in alcuni episodi - la titletrack fra tutti - che potrebbero aprire la strada a un nuovo, futuro percorso musicale. L'album è inserito inoltre in un più ampio progetto artistico, che vede la collaborazione del videomaker Spike Jonze per la realizzazione dello short movie Scenes from the Suburbs, ispirato alle canzoni dell'album e presentato alla Berlinale 2011. 
Una band completa, coraggiosa ma intelligente nel modo in cui ha compreso di non doversi chiudere in una compiaciuta torre d'avorio. Pop nel modo più nobile: quello dell'arte che si fa popolare, che sa parlare alle masse senza perdere in autenticità e coerenza.
 



se vi è piaciuto questo post, vi rimando alla non recensione dell'album The Suburbs al link http://milleoccasionidifesta.blogspot.com/2011/03/occasione-di-festa-numero-76.html

1 commento:

  1. Una recensione, come dire...? ben fatta

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